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Tunia

Megliotardi (che mai)

Megliotardi (che mai)

Prezzo di listino €45,00 EUR
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Descrizione

Megliotardi è nato per caso (e per merito dell'indisciplina altrui).

Nel 2017 un amico/cliente ci commissiona un vino "su misura": un Vermentino da vendemmia tardiva, affinato in legno, da imbottigliare rigorosamente solo in formato Magnum.

Fine settembre di quell'anno: caldo torrido, siccità e un'uva ricchissima di zuccheri. Raccogliamo la piccola partita, facciamo una lunga macerazione sulle bucce e poi, dopo la svinatura, travasiamo in barrique. Passano i mesi, ma del committente nemmeno l'ombra: volatilizzato. La barrique finisce così nell'angolo dei "dispersi", letteralmente dimenticata dietro i caratelli del Vin Santo.

Arriva il 2024: cambiamo cantina, spostiamo le botti e... ritroviamo lei! Togliamo il tappo con parecchia titubanza, pronti al peggio. E invece? Una sorpresa pazzesca. Un vino che ci ha conquistati al primo sorso e che abbiamo deciso, inevitabilmente, di imbottigliare. Che nome dargli, se non “MEGLIOTARDI che mai”?

Come Nasce

Vino prodotto da uve Vermentino da agricoltura biologica. Vendemmia tardiva, manuale, in cassette. Lunga macerazione sulle bucce; dopo la svinatura, travaso in barrique. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni. Vino non filtrato e non chiarificato.

Scheda Tecnica

  • Uve: Vermentino
  • Resa: 25 q/ha
  • Terreno: Calcareo-argilloso
  • Altitudine: 300 m s.l.m.
  • Esposizione: Sud-Ovest
  • Vendemmia: Manuale, in cassette
  • Ubicazione: Colline che delimitano a nord la Val di Chiana
  • Vinificazione e Affinamento: Vendemmia tardiva a fine settembre 2017. Lunga macerazione sulle bucce, svinatura e travaso in barrique. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni e affinamento di 7 anni in una barrique mai ricolmata, interamente in ambiente ossidativo. Vino non filtrato e non chiarificato.
  • Caratteristiche: Colore oro intensissimo; vino secco, caldo e profondo, con note intense di frutta secca, agrumi canditi e macchia mediterranea. 17,5% vol.
  • Temperatura di Servizio: Servire non troppo freddo, per evitare di accentuare eccessivamente alcolicità e acidità.

Degustazione

Nel bicchiere sfoggia un color oro intensissimo con una potenza formidabile, sia al naso che al palato. Da un vino da uve appassite ci si aspetterebbero dolcezza e morbidezza... e invece no. In bocca è un'esplosione secca, calda e profonda, che asciuga e riempie il palato con note intense di frutta secca, agrumi canditi e macchia mediterranea. Di dolce c’è solo un lieve ricordo.

In quei 7 anni di oblio, i lieviti indigeni hanno lavorato indefessamente al buio, divorando quasi ogni grammo di zucchero e portando la gradazione alla bellezza di 17,5% vol. La barrique non è mai stata ricolmata e l'affinamento si è svolto interamente in ambiente ossidativo, arricchendo il vino di un corredo aromatico unico e imprevedibile.

Abbinamenti

  • Dessert poco dolci a base di frutta secca, specialmente castagne, come il castagnaccio tradizionale
  • Da solo, bevuto con calma
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